Pubblicato il 15 Gennaio 2026 in Informative fiscali

Controlli fiscali 2026: nuovo modello di selezione e impatti per imprese e professionisti

A partire dal 2026 l’Amministrazione finanziaria adotterà un modello di controllo fiscale profondamente rinnovato, basato su analisi dei dati, profilazione del rischio e selezione preventiva delle posizioni ritenute a maggiore probabilità di irregolarità.

Il cambiamento non riguarda tanto l’aumento delle verifiche, quanto il modo in cui i contribuenti vengono selezionati.

Sogei, 200 banche dati e profilazione del rischio

Il nuovo approccio si fonda sull’incrocio massivo di informazioni provenienti da oltre 200 banche dati, integrate attraverso l’infrastruttura informatica Sogei.
Secondo il Piano integrato di attività e organizzazione (PIAO), per il 2026 sono programmati circa 395.000 controlli complessivi, tra Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza.

L’obiettivo dichiarato è ridurre i controlli casuali e concentrare le attività ispettive su posizioni considerate “ad alta probabilità” di anomalia, anche attraverso richieste di chiarimenti che, se non gestite correttamente, possono evolvere in accertamenti.

ISA: da indicatore di affidabilità a snodo della strategia accertativa

In questo contesto, gli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) assumono un ruolo strategico.
Il punteggio ISA non è più solo uno strumento di misurazione, ma diventa un fattore di selezione:

  • punteggi pari o superiori a 8 riducono l’esposizione ai controlli e consentono l’accesso al regime premiale;
  • punteggi bassi o incoerenze attivano indicatori di rischio.

Il regime premiale ISA non è un beneficio teorico, ma comporta vantaggi concreti, incidendo su IVA, termini di accertamento e presunzioni fiscali.

Coerenza economica e squilibri come segnali di rischio

La selezione non si basa esclusivamente sul punteggio ISA. Particolare attenzione viene riservata a:

  • squilibri tra ricavi dichiarati e struttura dei costi;
  • ricavi contenuti a fronte di numerosi dipendenti, affitti elevati o investimenti significativi;
  • incoerenze tra dati contabili e informazioni disponibili in banca dati.

Queste situazioni possono generare richieste di chiarimenti e, in assenza di risposte adeguate, accelerare l’avvio di attività accertative.

Focus crescente sulle imprese di medie dimensioni

Dal 2026 i controlli tenderanno a concentrarsi in misura crescente sulle imprese di medie dimensioni, con un incremento stimato di circa il 20% e una prospettiva di ulteriore ampliamento nei prossimi anni.

Per le imprese e per gli studi professionali ciò implica la necessità di rafforzare il presidio su:

  • coerenza economica e finanziaria;
  • riconciliazioni contabili;
  • tracciabilità dei flussi;
  • documentazione delle principali poste sensibili.

Accesso ai dati bancari e garanzie del contribuente

La recente sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (caso Ferrieri e Bonassissa) ha richiamato l’Italia sul tema dell’accesso e dell’utilizzo dei dati bancari nelle verifiche fiscali, evidenziando la necessità di maggiori garanzie procedurali.

Le indagini finanziarie restano uno strumento centrale, ma il sistema dovrà evolvere verso criteri più rigorosi di motivazione, proporzionalità e tutela del contribuente.

Concordato preventivo biennale

Nel quadro della prevenzione del rischio accertativo si inserisce anche il concordato preventivo biennale, che consente di definire anticipatamente la base imponibile per due periodi d’imposta.

Lo strumento può ridurre l’esposizione agli accertamenti sulle imposte dirette, ma non esclude controlli su altri profili (IVA, crediti d’imposta, compensazioni, bonus edilizi), per i quali resta centrale la collaborazione tra Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza.

Considerazioni finali

Il nuovo modello di controllo richiede un approccio sempre più preventivo e strutturato alla gestione fiscale.
Monitoraggio degli ISA, analisi della coerenza economica, gestione consapevole delle anomalie e corretta documentazione diventano elementi essenziali per ridurre il rischio di verifica.

Lo Studio affianca imprese e professionisti nell’analisi del profilo fiscale e nella pianificazione delle strategie più adeguate in questo nuovo scenario.

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